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Il borgo di Denice è inserito tra le Langhe e l’alto Monferrato, in provincia di Alessandria e confina con tre paesi astigiani (Mombaldone, Roccaverano, Monastero Bormida) e due paesi alessandrini (Ponti, Montechiaro d’Acqui).
La cittadina più vicina è Acqui Terme.
Inserito nella comunità montana ha una superfici di 745 ettari ed una popolazione di circa 200 abitanti, è approssimativamente equidistante da tre capoluoghi di provincia (55 Km da Alessandria,60 Km da Savona e 50 Km da Asti).
Il concentrico, situato a 387 metri sul livello del mare, sorge sul culmine di uno sperone collinare sulla sinistra del fiume Bormida di Spigno.
Su un breve rialzo che sovrasta il paese si erge una Torre quadrata alta 36 metri, costruita in epoca medievale dai Marchesi del Carretto, di stirpe Aleramica.
La sommità della Torre è ornata da tre file di archetti a sesto acuto, alternati da cornici a dente di sega; l’ingresso originale è ad arco acuto con architrave,
La grande Torre domina la Valle Bormida ed è possibile accedere alla sommità mediante scala interna (dotata di cento gradini) per godere uno spettacolo incomparabile.
Di notevole bellezza è tutta l’area del Borgo Medievale, di forma circolare è uno dei meglio conservati dell’Alto Monferrato con splendide case in pietra finemente restaurate, con un insieme di stradine suggestive, piazzette archivolti, loggiati e case con portali.
La piazzetta di San Lorenzo è il punto più suggestivo, dove si può godere della vista dei calanchi di Montechiaro, della Torre Medievale di Castelletto d’Erro, del fondovalle dove scorre il fiume Bormida di Spigno, delle dolci colline che sovrastano il paese alle spalle ed ai lati.
La chiesa di San Lorenzo, dalle forme semplici e rustiche, conserva tra le altre cose il settecentesco altare marmoreo con intarsi policromi provenienti dalla ex chiesa del castello di Ponti. La facciata a capanna è inquadrata da due lesene con portale.
Camminando per le vie del borgo si possono ammirare alcuni reperti storici: al n. 6 di via del Circolo, sopra il portale è posto un frammento di Stele Funerea di epoca augustea con tre ritratti, di cui uni femminile, ritrovata nel fondovalle dove probabilmente passava la via Emilia Scauria voluta da Marco Emilio Scauro censore nel 109 a.C. che collegava Vado a Tortona.
Ritrovata durante gli scavi in regione Chiazze e posta nel muro di sostegno adiacente al monumento dei caduti, si può ammirare, una formella, di notevole bellezza in pietra arenaria locale,rappresentante un Armigero ed infine l’insegna delle Arti e Mestieri, incisa su pietra, rappresentante due forbici e due martelli definito da storici come simbolo del mestiere di calzolaio.
Appena fuori dal concentrico troviamo l’oratorio di San Sebastiano edificato nel 1513 dalla Confraternita di San Carlo. All’interno esiste una lapide data 1630 ed un documento della visita pastorale del 1648 in cui si dice che i Disciplinati erano 25 più il priore e che seguivano la regola di San Carlo, inoltre dei dipinti raffiguranti simboli eucaristici e sacramentali, le figure dei Santi Giovanni e Paolo e un dipinto di San Sebastiano nel cui sfondo è rappresentato il paese di Denice.
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